Museo della Civiltà Romana

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Sezioni storiche Sezioni tematiche Plastico di Roma imperiale

Percorsi per sale

Le collezioni del Museo sono suddivise in 59 sezioni articolate su due percorsi di visita: il primo, cronologico, offre una sintesi storica di Roma dalle origini al tardo impero; il secondo, tematico, documenta una ricostruzione analitica della civiltà romana nei suoi vari aspetti, da quelli inerenti alla vita pubblica a quelli riguardanti la vita quotidiana. Attraverso le opere esposte sono illustrati i temi dell’abitazione e dell’arredamento, della vita familiare, della scuola, dei giochi dei bambini, dell’alimentazione, degli spettacoli e degli svaghi. Sono inoltre ricostruiti altri aspetti essenziali alla comprensione della complessa società dell’antica Roma, quali l’agricoltura e la pastorizia, l’artigianato, la medicina, la musica, l’arte, la religione.
Il materiale esposto, grazie alla sua peculiarità, unita alla fedeltà agli originali, ha in sé uno straordinario valore sia didattico che documentario, quest’ultimo particolarmente evidente nel caso delle copie di materiale archeologico andato perso o distrutto e di opere, oggi smembrate in più parti, ricomposte nella loro originaria unità.
Il Museo può anche costituire l’ideale punto di partenza di ogni itinerario turistico-culturale nella Roma archeologica, consentendo di operare istruttivi e illuminanti confronti tra passato e presente, tra la città com’era in antico e come è oggi.
Nel corso degli anni il Museo è stato interessato da ripetuti interventi di risanamento strutturale, dovuti a varie emergenze, che hanno comportato la chiusura al pubblico di numerose sale.

Plastico di Roma imperiale

Plastico di Roma imperiale

La storia del plastico ricostruttivo di Roma in età costantiniana (IV secolo d.C.) inizia nel 1933 con la rappresentazione del solo centro monumentale, nell'ambito dell'allestimento della Mostra Augustea della Romanità (1937). Il plastico fu realizzato dall'architetto Italo Gismondi nell'ex pastificio Pantanella che utilizzò tutte le fonti disponibili a partire dallaForma Urbis di Rodolfo Lanciani.
Per i monumenti documentati furono realizzate piante e prospetti mentre, per le aree abitative prive di resti archeologici, furono realizzati modelli rappresentativi dell'edilizia del tempo. In seguito, il plastico fu ampliato fino a comprendere l'intera area urbana entro le Mura Aureliane e allestito definitivamente negli spazi ad esso dedicati nel Museo della Civiltà Romana inaugurato all'Eur nel 1955.
Il plastico fu progettato in scala 1:250, realizzato in gesso alabastrino, con armature in metallo e fibre vegetali. L'intera opera è costituita da circa centocinquanta telai, assemblati, nella quasi totalità dei casi, lungo gli assi stradali.
La vista del plastico, posizionata a livello seminterrato, si può godere dal ballatoio sovrastante che lo circonda su tutti i lati.

Plastico
I. Gismondi, 1933-1955
Plastico
I. Gismondi, 1933-1955

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